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    Motorola

    Questa pagina presenta informazioni tratte da Wikipedia inerenti Motorola che vengono visualizzate grazie al supporto di editori volontari. Wikipedia è un’enciclopedia multilingue liberamente consultabile sul Web e la presenza di testi su Motorola è quindi frutto d’inserimenti da parte di esperti o semplici appassionati. Le corrispondenze dei dati vengono da noi controllate quotidianamente permettendo a questa pagina su Motorola di essere sempre aggiornata.

    bussola Disambiguazione – Se stai cercando la squadra ciclistica, vedi Motorola Cycling Team.
    Motorola Inc
    Logo
    Nazione bandiera Stati Uniti
    Tipologia società per azioni
    Fondazione 1928
    Sede principale Schaumburg, IL, USA Bandiera degli Stati Uniti
    Persone chiave

    Gregory Q. Brown, AD

    Settore

    telecomunicazioni

    Prodotti

    Fatturato Green Arrow Up.svg$5,4 miliardi (2010)
    Dipendenti 55.000
    Slogan Intelligence Everywhere e Hello Moto
    Sito web www.motorola.com

    Motorola è un’azienda statunitense di elettronica produttrice di microprocessori, telefoni cellulari, nonché innumerevoli tipologie di componenti elettronici, adatti per svariate applicazioni, dai diodi ai circuiti integrati. La sede è a Schaumburg, Illinois, un sobborgo di Chicago.

    Il suo nome originale, al momento della fondazione nel 1928, era Galvin Manufacturing Corporation, che fu poi cambiato in Motorola nel 1947. L’azienda vede apparire la denominazione Motorola come nome di una nuova linea di autoradio (motor=automobile, ola=suono), dal marchio di una famosa azienda di apparecchi radio, Victrola.

    La Motorola ha sviluppato anche il sistema di identificazione tramite riconoscimento biometrico AFIS.

    Uno dei primi microprocessori prodotti, il 68000, fu alla base di molti computer e prodotti elettronici, fra cui i primi Apple Macintosh, i computer Amiga, Atari ST e altri, tra i quali anche i minicomputer classe linea 3000 Olivetti.

    La Casa è forse maggiormente conosciuta sul mercato come produttrice di telefoni cellulari. Il primo telefono cellulare portatile perfettamente funzionante venne realizzato nel 1973 dall’ingegnere americano Martin Cooper per conto di Motorola: questo apparecchio, denominato commercialmente Motorola DynaTAC, fu il primo cellulare riconosciuto dalla FCC nel 1983. Alla Casa comunque appartengono altri primati nell’ambito della telefonia mobile raggiunti in seguito allo sviluppo della serie MicroTAC.

    Indice

    [modifica] Motorola e la telefonia cellulare in Italia

    I primi telefoni cellulari Motorola appaiono in Italia intorno alla prima metà degli anni 90, nel 1993 era già disponibile il modello 8800x, versione [ETACS] dell’apparecchio noto anche oltreoceano come “brick phone” per la sua forma “a mattone”. In seguito furono sviluppati apparecchi ETACS più compatti come il MicroTac, l’8400 e l’8600: apparecchi tutto sommato simili nelle caratteristiche generali e nella forma. Dal “progetto Microtac” presero origine anche i primi cellulari Motorola con tecnologia GSM come l’8400, l’8700 e l’8900, apparecchi GSM che restavano compatibili con gran parte degli accessori sviluppati per la precedente famiglia di ETACS.

    Nel 1997 viene commercializzato il modello International 8700, venduto per 1.400.000 lire italiane; tale modello resta uno dei più noti cellulari di casa Motorola anche per le sue doti di resistenza all’usura leggermente superiori alla media degli apparecchi del periodo. Il modello 8900 è praticamente identico all’8700 nella forma, ma implementa la tecnologia GSM DualBand (900 e 1800MHz); verso la fine degli anni 90 il telefono più all’avanguardia ed emblema della casa americana è stato senza dubbio lo Star Tac, ispirato dal comunicatore della saga televisiva STAR TREK. Da notare l’assonanza tra il nome dell’apparecchio ed il titolo della saga. Lo StarTac presentava un desing innovativo, era il primo telefono cellulare che si apriva a conchiglia, era molto piccolo e molto elegante, sebbene dotato di batterie sottodimensionate per motivi di stile che lo rendevano di scarsa autonomia se paragonato ai concorrenti 8700 e 8900. Lo StarTAC era disponibile sia in versione E-Tacs (StarTAC 75) che GSM 900 (StarTAC 85), entrambi con display alfanumerico; successivamente fu introdotto anche lo StarTAC 130 avente tecnologia GSM DualBand e display grafico.

    Qualche anno dopo la “casa alata” stupì ancora con un prodotto particolarmente compatto, si chiamava v3690 e tecnologicamente era simile allo startac 130, tuttavia aveva misure ridottissime tanto che fu chiamato in gergo “il dattero”.

    All’inizio del nuovo millennio Motorola aveva in catalogo modelli tecnologicamente non innovativi anche se affidabili ed orfani di molte delle funzioni aggiuntive tipiche dei più recenti apparecchi messi in commercio dalle case concorrenti: basti pensare che si è dovuto aspettare lo StarTAC 130 per poter inviare un SMS ad un contatto in rubrica in maniera diretta. Per rimediare al gap tecnologico ed alla conseguente fuga di clientela verso altre Case, Motorola introdusse il modello V66, bello e funzionale ma decisamente meno affidabile delle serie precedenti.

    Nel 2004 Motorola lancia in Italia il suo primo telefono UMTS dotato di videocamera e fotocamera, si tratta però di un modello dedicato alla neonata compagnia telefonica H3G. Il modello è l’A835, telefono molto grosso per lo standard del periodo, ma ben fatto; veniva commercializzato in modo da essere vincolato elettronicamente alle SIM fornite dalla compagnia medesima (in pratica, in italia, veniva venduto dalla rete H3G e poteva funzionare solo con SIM fornite da H3G). Alcuni esperti comunque trovarono metodi per sbloccare questo telefono e renderlo compatibile con le SIM di qualunque operatore, tale operazione comunque era illegale e provocava la perdita della garanzia dell’apparecchio. L’A835 non ebbe il successo sperato nonostante il prezzo di vendita contenuto.

    In tempi più recenti Motorola ha debuttato sul mercato con il RAZR V3, modello che ha consentito al produttore statunitense un’eccellente occasione di ribalta su un mercato saturo come quello della telefonia. La caratteristica rilevante di questo modello è lo spessore di circa 14 mm, cosa che ha consentito nel 2004 di conquistare le vette del mercato: un successo elevatissimo che ha portato Motorola a produrre diversi telefoni secondo lo stile e la filosofia contenuti in questo apparecchio; nel RAZR V3 e in particolare nel più evoluto il V3xx si sono risolti i problemi tecnici che avevano afflitto la precedente generazione di cellulari.

    Nel 2006 Motorola ha acquisito Symbol Technologies, società leader mondiale nella Voice-directed work, tuttavia dopo l’uscita del RAZR la Motorola ha cominciato ad accusare pesanti perdite finanziarie; a fine 2007 la divisione telefonia mobile ha avuto perdite fino al 30%. Probabilmente la clientela, seccata da esperienze negative avute con gli apparecchi dei primi anni del 2000, non ha rinnovato la fiducia alla Casa ed ha rivolto altrove l’interesse. Sempre nel 2006 Motorola acquisì AJAR compagnia specializzata nello sviluppo di applicazioni software orientate ai telefoni cellulari per il mercato di massa.[1]

    Nel marzo 2008 la società annuncia l’intenzione di separare la divisione della società che sviluppa le infrastrutture per telefoni cellulari (che prenderà il nome di Broadband & Mobility) dalla divisione che sviluppa i terminali (che diventerà Mobile Devices).

    Nell’ottobre 2008, nell’ambito di un piano di tagli di tremila posti, Motorola annuncia la chiusura del centro di ricerca e sviluppo di Torino (370 dipendenti) e di altri centri di ricerca europei. [2]

    [modifica] Cellulari

    [modifica] Classifica di vendite

    Produttori di cellulari in ordine di vendite (Dati aggiornati al secondo trimestre del 2010)[3]:

    1. Nokia 34.2%
    2. Samsung 20.1%
    3. LG 9%
    4. RIM 3.4%
    5. Sony Ericsson 3.4%
    6. Motorola 2.8%
    7. Apple 2.7%
    8. HTC 1.8%

    [modifica] Note

    1. ^ Motorola acquires TTPCom AJAR Software Platform
    2. ^ E’ ufficiale: Motorola chiude il Centro Ricerche di Torino, a casa in 370. Fonte: lastampa.it;
    3. ^ Dati riferiti al secondo trimestre 2010. Fonte: repubblica.it;

    [modifica] Altri progetti

    [modifica] Collegamenti esterni

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