Wind
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| Wind Telecomunicazioni S.p.A. | |
|---|---|
| Nazione | |
| Tipologia | società per azioni |
| Fondazione | 1997 |
| Sede principale | Roma |
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Filiali |
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| Persone chiave |
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telefonia fissa, telefonia cellulare, Internet, televisione via cavo |
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| Fatturato | 5.726 milioni di euro[1] (2009) |
| Risultato operativo | 963 milioni di €[1] (2008) |
| Dipendenti | 7.073[2] (2009) |
| Slogan | Più vicini |
| Note | indirizzo PEC: WINDTELECOMUNICAZIONISPA@MAILCERT.IT |
| Sito web | www.wind.it |
Wind Telecomunicazioni S.p.A., comunemente conosciuta come Wind, è un’azienda italiana di telecomunicazioni che offre in Italia servizi di telefonia fissa, di telefonia cellulare, Internet e di televisione via cavo (in tecnologia IPTV). Per numero di abbonati è in Italia il terzo operatore di telefonia cellulare (22% del mercato) dopo TIM e Vodafone e il secondo di telefonia fissa dopo Telecom Italia.
Nella telefonia fissa e nell’accesso ad Internet a banda larga opera con i marchi Infostrada (privati e piccole aziende) e Wind (medie e grandi aziende), nella telefonia mobile con il marchio Wind e nell’accesso narrowband ad Internet con il marchio Libero. Inizialmente ha operato con il marchio Wind nella telefonia fissa anche con i privati e con il marchio InWind nell’accesso narrowband ad Internet. Libero è anche il portale web di Wind Telecomunicazioni, uno dei dieci siti web italiani più visitati.[3]
Indice |
[modifica] Storia
Wind Telecomunicazioni nasce alla fine del 1997 grazie all’investimento di Enel, France Télécom e Deutsche Telekom. Già nel dicembre 1998 con l’avvio dei servizi di telefonia fissa per le aziende conquista il suo primo record: è la più veloce start-up del mercato europeo delle telecomunicazioni. Nel 1999 sono attivi anche i servizi di telefonia mobile, i servizi Internet e il portale InWind. Viene inoltre acquisita la società ITnet, secondo provider italiano. Wind Telecomunicazioni supera i due milioni di clienti.
La copertura di tutto il territorio nazionale per i servizi di telefonia fissa viene completata a dicembre 2000 e la convergenza tra mobile ed internet viene rafforzata dal lancio dei servizi Wap. Nello stesso anno Wind Telecomunicazioni acquisisce, prima società telefonica in Italia e tra le prime in Europa, la certificazione ISO 14001 del Sistema di Gestione Ambientale.
Il 2001 segna una svolta nel mercato delle telecomunicazioni: Wind Telecomunicazioni lancia la propria offerta di Unbundling Local Loop (ULL), mettendo così fine al monopolio della telefonia fissa in Italia. Wind Telecomunicazioni conclude inoltre l’intesa con l’operatore elettrico ellenico PPC per l’ingresso di un nuovo operatore nel mercato di fonia fissa in Grecia, diventando l’azionista di maggioranza di Tellas.
È un anno decisivo, che vede il raggiungimento di altri tre obiettivi strategici: l’assegnazione della licenza per i servizi mobili di terza generazione (UMTS), il lancio dei servizi GPRS e l’acquisizione di Infostrada da parte di Enel, azionista di maggioranza. A seguito della fusione per incorporazione, che diventerà operativa nel 2002, i clienti totali del gruppo Wind diventano quasi 24 milioni, grazie anche all’acquisizione del parco clienti di Blu, smembrata dai suoi azionisti dopo che essi ebbero acquisito il controllo di TIM e dato che la legge impedisce di possedere due gestori mobili.
A metà del 2002, periodo in cui nasce il portale Libero (dall’unione di Inwind, Libero e Italia On Line), Wind Telecomunicazioni raggiunge un altro primato con l’offerta di ADSL a consumo, e poi ancora con l’avvio della tecnologia MMS. Il 2002 si conclude con l’acquisizione di alcuni asset di Blu; il ramo d’azienda trasferito comprende anche la base clienti, il call center di Palermo e alcune infrastrutture tecnologiche.
Nel luglio del 2003 Wind Telecomunicazioni è tutta italiana: Enel ne diventa l’unico azionista acquistando il restante 26,6% da France Télécom. Il primo semestre si chiude con il raggiungimento di 30 milioni di clienti tra telefonia fissa, mobile e internet. L’accordo tra WIND e l’operatore giapponese NTT DoCoMo, siglato prima dell’estate, dà il via nel novembre 2003 al lancio dei servizi i-mode, di cui avrà l’esclusiva in Italia.
Inoltre, sempre nel 2003, Wind Telecomunicazioni insieme ad alcuni operatori mobili europei dà vita alla Starmap Mobile Alliance, un accordo di roaming internazionale simile a FreeMove.
Nel 2004 Wind Telecomunicazioni acquisisce Delta S.p.A., system integrator con una forte presenza nel mercato italiano, che offre soluzioni e servizi avanzati nell’ambito dell’Information e Communication Technology. Ad ottobre dello stesso anno viene lanciato il servizio UMTS, inizialmente disponibile solo in alcune città, e successivamente esteso a tutti i capoluoghi di provincia.
Nel 2005 il gruppo Enel cede la quota di maggioranza di Wind Telecomunicazioni al magnate egiziano Naguib Sawiris, già proprietario della Orascom, che starebbe attuando un grosso piano di investimenti per trasformare Wind Telecomunicazioni in un polo centrale delle telecomunicazioni nel Mar Mediterraneo.
Al momento, i principali obiettivi di Naguib Sawiris sono:
- Network Parity: notevoli investimenti per garantire una copertura e una qualità comparabile con Vodafone e TIM;
- focalizzazione sui servizi dati/voce ADSL al fine di garantire adeguata redditività ai servizi di accesso Unbundling ULL;
- creazione di un “hub internazionale” per il traffico tra l’Europa, l’Asia e l’Africa che permetta di definire un nuovo operatore di riferimento, specialmente per la crescente “multi-etnicità”.
Nel 2006 Wind Telecomunicazioni completa l’opera di riorganizzazione del top management sostituendo l’amministratore delegato Tommaso Pompei con Paolo Dal Pino; secondo Naguib Sawiris il neo nominato si sarebbe distinto soprattutto per l’ampia visione strategica e la grande esperienza e conoscenza del mondo delle telecomunicazioni, sebbene nell’ultimo periodo ciò sarebbe smentito dai sempre più numerosi clienti che contestano a Wind di applicare politiche non customer-oriented.
Uno degli ultimi casi che ha visto Wind Telecomunicazioni al centro di proteste, sollevate in particolare delle associazioni dei consumatori, risale all’entrata in vigore del decreto Bersani e in particolare al taglio dei costi di ricarica per le schede prepagate. Wind, non intenzionata a rispettare il decreto, ha dovuto fare marcia indietro, minacciata dal ritiro della licenza di operatore di telefonia da parte del Garante delle Comunicazioni. Ulteriore passo falso di Wind Telecomunicazioni fu la rimodulazione delle tariffe (a sfavore del cliente) che di fatto ignorarono per l’ennesima volta l’appena partorito “Decreto Bersani” oltre che il “Codice delle comunicazioni e il codice del consumo” – e anche la fiducia dei clienti.
Inoltre il 12 gennaio 2007 Wind Telecomunicazioni ha esternalizzato 275 lavoratori, cedendoli ad Omnia Service, società del gruppo Omnia Network. Tale cessione avviene secondo i lavoratori colpiti in modo poco trasparente, suscitando un conflitto sindacale[4]. Nel 2010 i lavoratori esternalizzati sono tutti in cassa integrazione.
Il 21 giugno 2007 la società annuncia le dimissioni di Paolo Dal Pino. Dal 1º luglio 2007 Luigi Gubitosi, già responsabile finanziario della società, diventerà l’amministratore delegato del gruppo.
Il 5 ottobre 2007 la società ha annunciato un accordo con la piattaforma SKY Italia al fine di diffondere i canali di questa tramite Internet con una piattaforma IPTV[5].
Il 26 novembre 2007 Wind Telecomunicazioni e Auchan annunciano la partnership per la fornitura di servizi mobili a marchio Auchan. L’accordo segna il debutto nel mercato degli operatori mobili virtuali (MVNO) di Wind e della società di grande distribuzione. L’offerta ai clienti Auchan è disponibile dal primo semestre del 2008.
Il 28 febbraio 2008 l’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti, e il magnate egiziano delle telecomunicazioni Naguib Sawiris sono indagati per corruzione nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Roma sulla cessione della società telefonica Wind Telecomunicazioni. Nella medesima inchiesta è indagato anche Alessandro Benedetti, mediatore della trattativa che portò nell’estate del 2005 Wind Telecomunicazioni da Enel alla compagnia egiziana Orascom. Una mediazione per la quale Benedetti aveva ricevuto un compenso di 97 milioni di euro. Wind Telecomunicazioni passò al gruppo Orascom di Sawiris per 12,5 miliardi di euro. Per Conti l’operazione è avvenuta «alla luce del sole» e «sottoposta a tutti i controlli interni ed esterni».
L’ipotesi della procura però è che, per acquisire Wind Telecomunicazioni da Enel, la società di Sawiris avrebbe pagato tangenti, parte delle quali sarebbero finite nella disponibilità di Conti e altre persone.
Il nucleo valutario della Guardia di Finanza di Roma ha eseguito perquisizioni con acquisizione di documenti nelle sedi delle società coinvolte a Milano e Roma e negli uffici di Conti, nonché a Londra in una abitazione di Alessandro Benedetti e in altri luoghi. Nella capitale britannica la Guardia di Finanza è stata coadiuvata dagli agenti del Serious fraude office, il nucleo britannico di repressione delle frodi. Secondo quanto accertato dagli investigatori si indaga su movimentazioni di 90 milioni di euro.
Il 4 ottobre 2010 Weather Investments (ora Wind Telecom S.p.A., controllata da Naguib Sawiris) e il gruppo russo VimpelCom annunciano con un comunicato[6] la loro fusione, a seguito della quale, VimpelCom assumerebbe il controllo del 51,7% di Orascom Telecom Holding S.A.E. e del 100% di WIND Telecomunicazioni S.p.A. In base a quanto previsto in un primo accordo, gli attuali azionisti di Wind Telecom riceverebbero in cambio il 20,0% dei diritti patrimoniali ed il 18,5% dei diritti di voto nel nuovo gruppo VimpelCom e due membri nel consiglio di amministrazione. Contestualmente all’operazione, sarebbe inoltre previsto uno scorporo di alcune attività facenti capo a Wind Italia, come il portale Internet ‘Libero’, la controllata Wind International Services (operante nella fornitura di servizi wholesale) e le operazioni relative ad un cavo sottomarino posato tra Italia e Grecia, il cui destino sarebbe stato stabilito in seguito. Tuttavia nel mese di dicembre 2010, gli azionisti Telenor si oppongono al programma di fusione, nonostante la restante maggioranza del board VimpelCom si dichiari favorevole. Il gruppo decide pertanto di prendere una decisione che rispetti i voleri di tutti gli azionisti: gli organi di stampa diffondono una notizia secondo cui VimpelCom rivede il progetto di fusione, di fatto escludendo Sawiris ed il suo team dai membri del consiglio di amministrazione del futuro gruppo, di conseguenza Wind Telecom non avrebbe più diritto ad insediare i suoi due membri inizialmente previsti. L’accordo risulta dunque in fase di discussione. Il 18 marzo 2011 l’assemblea degli azionisti approva la fusione nonostante l’opposizione di Telenor. Poco dopo WIND ha iniziato uno studio per la cessione della gestione della sua rete, manifestando l’intenzione di effettuare un nuovo piano di esternalizzazioni che coinvolgerebbe circa 1600 dei suoi dipendenti. Il 17 novembre 2011 questa intenzione è stata confermata ed è stato puntualizzato che l’esternalizzazione non riguarda l’asset fisico della rete ma il personale dipendente che lo gestisce.[7]. Il 27 gennaio 2012, in seguito ad una interrogazione parlamentare avanzata dall’Italia dei Valori interessatasi alla cessione rete Wind, si ottiene un tavolo tra ministero dello sviluppo economico, azienda e sindacati. Gli accordi presi sono sospensione dello studio inerente la cessione della rete per un periodo di 6 mesi, sospensione da parte dei sindacati di tutte le agitazioni e impegno a non proclamarne altre durante i 6 mesi, apertura di un confronto tra azienda e sindacati sotto la vigilanza del ministero dello sviluppo economico che preveda sia l’analisi di soluzioni alternative che la presentazione delle strategie aziendali riesaminando le soluzioni fin a quel momento avanzate e periodici incontri presso il MiSE per monitorare l’avanzamento del percorso proposto, apertura confronto tra sindacati e ministero dello sviluppo economico sui temi inerenti l’Agenda Digitale e le prospettive industriali complessive del settore delle telecomunicazioni.
[modifica] Onorificenze
- Conferita il 11/10/2010:
| Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile | |
| «Per la partecipazione all’evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l’impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell’emergenza.» — D.P.C.M. 11 ottobre 2010 |
[modifica] Azionariato
Wind Telecomunicazioni è controllata al 100% da Wind Acquisition Holdings Finance S.p.A. Tale società è controllata a sua volta, al 100%, da Wind Telecom S.p.A. (ex Weather Investments S.p.A), posseduta da Weather Investment II S.a.r.l. Quest’ultima, Weather II, per il 60,4% è controllata da Os Holding, finanziaria delle Isole Cayman, la cui proprietà è di Os Trust, per conto di Onsi Sawiris, padre di Naguib. Il 31,4% è di April Holding, altra finanziaria delle Isole Cayman, la cui proprietà è di February Trust, per conto di Nassef Sawiris, il fratello di Naguib. Il restante 8,2% è di Cylo Investments, Isole Vergini Britanniche, di proprietà di Naguib Sawiris[8][9].
[modifica] Servizi mobili
Attualmente Wind offre il servizio di telefonia mobile sulle frequenze GSM 900, GSM 1800 ed E-GSM 900, il servizio dati GPRS, EDGE e UMTS.
L’HSDPA fino 14,4 Mbit/s è attivo in buona parte del territorio italiano ed è in continua espansione.
[modifica] Copertura (in Italia)
Dati aggiornati al 30 settembre 2011:
- copertura GSM pari a 99,74% della popolazione con 12.598 stazioni radio base GSM/GPRS;
- copertura UMTS pari a 88,91% della popolazione con 9.246 Node B per la rete UMTS;
- 453 accordi di Roaming internazionale;
- copertura in accesso diretto (ULL e Virtual ULL) pari al 53% della popolazione;
- 21.148 km di backbone in fibra ottica;
- 4.440 km di anelli urbani (MAN).
[modifica] Clienti
Al 30 settembre 2011 Wind registra[10]
- 20,8 milioni di clienti mobili con una quota di mercato del 22,7%[11]
- 3,1 milioni di linee voce fisse
- 2,1 milioni di linee broadband
[modifica] Slogan pubblicitari
Fra gli slogan utilizzati figurano:
| « Ti conviene rispondere » |
| « Doppio regalo doppia contentezza! » |
| « Quanto ci piace chiacchierare! » |
| « Comunicare in un soffio » |
| « Più vicini » |
[modifica] Le tariffe Wind ricaricabili dal 1997
- 24Ore
- 24Ore Light
- Autoricarica
- Best Wind
- BeWind
- BeWind new
- Casa e Wind
- Dove
- Easy Wind
- Gold
- Libero Mobile
- Ovunque
- Quando
- Sempre
- Sempre Light
- Sempre Light Wind
- Solo Wind
- Wind Senza Scatto New
- Wind 10
- Wind 5
- Wind Free
- Wind Senza Scatto
- Wind 5 New
- Wind 4
- Wind 12
- Super Senza Scatto
- Wind 9
[modifica] Controversie
Nei confronti di Wind sono sorte numerose polemiche in seguito alla rimodulazione, subita da numerosi clienti, dei vecchi piani tariffari giustificata dall’azienda come conseguente all’abolizione dei costi di ricarica introdotta nell’ambito delle liberalizzazioni volute dal ministro Bersani. A partire dal 1º maggio 2007, a tutti gli utenti Wind con piano tariffario Wind10 (piano non più attivabile dal 5 marzo) viene applicato il nuovo piano Wind12 (attivabile in sostituzione di Wind10), che prevede un costo al minuto maggiore.
La modifica in questione è consentita dalle norme e dai contratti in vigore purché siano rispettati determinati accorgimenti (come la segnalazione del diritto di recesso). Wind non avrebbe inoltre rispettato alcune regole del codice del consumo per quanto riguarda la comunicazione del cambio ai propri clienti.[12]
Poco dopo, il piano Sempre Light (24,8 €cent/min con uno sconto del 50% dopo il terzo minuto) è stato sostituito forzatamente da Senza Scatto New (24 €cent/min, senza sconti). I clienti sono stati avvertiti ad aprile che dal 15 maggio sarebbe entrata in vigore la nuova tariffa attraverso un SMS non riportante le tariffe, che invitava a chiamare il numero dell’assistenza per altre informazioni. Dall’11 giugno 2007, dopo altre polemiche, questo piano è stato sostituito da Super Senza Scatto (17 €cent/min), ma in questo caso il passaggio non è automatico, ma richiede il pagamento di 7 € ed è incompatibile con alcune opzioni aggiuntive non più attivabili[13]. Successivamente, Wind nell’agosto 2007 lancia la nuova tariffa Wind9, tariffa più conveniente di Wind12 e di Wind10 (soltanto per le telefonate oltre i due minuti, in quanto vi è uno scatto alla risposta di 16 centesimi ed un addebito a scatti anticipati ogni trenta secondi), attivabile tuttavia solo dai nuovi clienti e proposta in edizione limitata a soli 500.000 nuovi numeri telefonici. La tariffa Wind9 è nuovamente disponibile dal settembre 2009 solo per nuovi clienti.
Numerosi dubbi sono stai inoltre sollevati circa la regolarità dell’acquisizione di Wind da parte di Orascom Telecom portando all’indagine per corruzione ad danni di Naguib Sawiris e Benedetti[14][15][16].
[modifica] Note
- ^ a b Bilancio consolidato al 31/12/2008, pagina 6
- ^ Windgroup – Wind in cifre
- ^ Alexa Rank. URL consultato il 28-03-2011.
- ^ Omnia quota i precari in borsa
- ^ Wind offrirà Sky via internet. hardware Upgrade, 5-10-2007. URL consultato il 5-10-2007.
- ^ VimpelCom e Wind Telecom darebbero vita ad un nuovo operatore globale. URL consultato il 04-10-2010.
- ^ Nuove possibili esternalizzazioni, comunicato sindacale
- ^ Il Sole 24 Ore
- ^ Report 13.5.07
- ^ [1]
- ^ [2]
- ^ Telefonia mobile. Cambio di piano tariffario illegittimo
- ^ WindWorld – Dettagli delle novità in partenza dal 11 giugno 2007
- ^ Vendita di Wind, Sawiris e Conti indagati per corruzione
- ^ Una tangente da 97 milioni di euro per eliminare gli americani
- ^ Inchiesta di Report circa l’acquisizione di Wind
http://www.windgroup.it/it/media/comunicati/comunicato531.phtml
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
